sabato 11 febbraio 2012

Paese mio





Paese mio,
che leggero ti posi sulle sabbie della mia infanzia,
ricorda me bambina,
che i miei piedi sulle calde dune poggiavo
e ti attraversavo già conscia,
consapevole del distacco da quelle amate onde
che i miei piedi bagnavano.


Padre mio,
che duro ti scagli sotto questo cielo della mia fanciullezza,
che con grave mano mi tieni,
mentre cammino su questa riva,
so che del tuo distacco mai soffrirò.


Cammino con te,
sulla terra fertile stesa sul fianco del mio mondo,
che le risate mie di innocenza
trattenevi nelle tue vie,
conscia che un giorno avrei abbandonato.


Fammi tornare, paese mio,
padre mio,
per rivedere quella dolce fanciulla.

Maria Leone

2 commenti:

maria leone ha detto...

Una lacrima..come una stupida...grazie

Roberto ha detto...

Non sarà mai stupido chi piange e non importa il motivo...