sabato 28 luglio 2018

Un giorno...

Alexander Fleming

Un giorno un contadino camminando per terreni paludosi incontrò un giovane sprofondato fino alla vita nella palude, impaurito, piangente e che cercava di liberarsi.
Il contadino salvò il giovane da quella che avrebbe potuto essere una morte lenta e crudele.
Il giorno dopo una elegante carrozza si presentò alla fattoria.
Un nobile, elegantemente vestito, ne uscì e si presentò
Come il padre del ragazzo che il contadino aveva aiutato.
“Vi vorrei ricompensare", disse il nobile.
“Voi avete salvato la vita di mio figlio!”
“Non posso accettare denaro per ciò che ho fatto“ rispose il contadino scozzese.
Allo stesso momento, il figlio del contadino venne alla porta della capanna.
“È vostro figlio?” domandò il nobile
“Sì” rispose orgoglioso il contadino.
“Allora vi propongo un accordo “
“Permettetemi di offrire a vostro figlio la stessa istruzione di mio figlio"
“Se il figlio assomiglia al padre, sono sicuro che sarà un uomo del quale entrambi saremo fieri.”
E il contadino accettò.
Il figlio del contadino Fleming seguì i corsi delle migliori scuole
ed alla fine, si diplomò alla Scuola di Medicina dell’ospedale Sainte-Marie di Londra.
Spinto da una grande aspirazione, continuò fino ad essere conosciuto dal mondo intero.
Il famoso Dr. Alexander Fleming ha in effetti scoperto la penicillina.
Anni più tardi, il figlio dello stesso nobile che era stato salvato dalla palude venne colpito da una polmonite.
Chi gli salvò la vita questa volta? ....la penicillina.
Come si chiamava il nobile?
Sir Randolph Churchill e suo figlio, Sir Winston Churchill.
Qualcuno ha detto un giorno:
“Tutto ciò che se ne va, ritorna...”
Lavora come se non avessi bisogno di denaro.
Ama come se non fossi mai stato ferito
Danza come se nessuno ti guardasse
Canta come se nessuno ti ascoltasse
Vivi come se il Cielo fosse in Terra

venerdì 20 luglio 2018

Che cos'è...



Fonte immagine: La Rue, la Luna e il Falò

giovedì 28 giugno 2018

Per il mio cuore

Per il mio cuore basta il tuo petto,
per la tua libertà bastano le mie ali.
Dalla mia bocca arriverà fino in cielo
ciò che stava sopito sulla tua anima.
E’ in te l’illusione di ogni giorno.
Giungi come la rugiada sulle corolle.
Scavi l’orizzonte con la tua assenza.
Eternamente in fuga come l’onda.
Ho detto che cantavi nel vento
come i pini e come gli alberi maestri delle navi.
Come quelli sei alta e taciturna.
E di colpo ti rattristi, come un viaggio.
Accogliente come una vecchia strada.
Ti popolano echi e voci nostalgiche.
Io mi sono svegliato e a volte migrano e fuggono
gli uccelli che dormivano nella tua anima.


giovedì 7 giugno 2018

lunedì 21 maggio 2018

Walter Bonatti, ricordo commosso di un viaggiatore inimitabile

In un blog dedicato ai viaggiatori e spesso ad un particolare rispetto per le altre culture, mi si permetta un ritratto e un ricordo molto personale di un viaggiatore, esploratore, uomo che rappresentano per me, e spero non solo per me, un esempio e una guida insostituibili. Walter Bonatti è probabilmente il più grande alpinista ed esploratore italiano dell’ultimo secolo, e ancor di più uno degli uomini più integri che abbiamo mai avuto la fortuna di avere, e forse anche uno di quelli maggiormente e ingiustamente avversati dalla sua stessa patria, così spesso ingrata nei confronti dei suoi figli più illustri e meritevoli. Se ne è andato nel settembre del 2011, in modo inaspettato nonostante i suoi 81 anni (tumore fulminante al pancreas), inaspettato perché nonostante l’età godeva ancora di una forma smagliante, quasi sovrannaturale. Personalmente all’epoca ho letteralmente “bucato” la notizia, perché in quei giorni ero in viaggio negli U.S.A. (viaggio assai esplorativo, tanto per restare in tema), e anche dopo averlo saputo, perso l’attimo “caldo” dell’avvenimento, ho dovuto lasciare passare del tempo prima di ricominciare a ricordalo, a scrivenre, a ragionarci su. Ho scoperto quindi poi, quasi a ricercare le poche notizie sparse ancora sulla rete, la natura della malattia, e la decisione tragica e sublime della sua compagna degli ultimi trent’anni, Rossana Podestà, di tenerla nascosta soprattutto a lui, per il timore che la sua vitalità, di fronte alla chiusura certa e rapidissima che lo attendeva, lo portasse ad un gesto estremo, uno di quei gesti sempre estremi ma sempre lucidissimi che avevano caratterizzato la sua intera vita.

E anche, come ulteriore corollario quasi grottesco in una vita continuamente costellata dalle avversità ingiuste e insensate, l’allontanamento della stessa Podestà, compagna di trent’anni, dal suo letto di morte nelle ultime ore, con la motivazione di non essere “unita in matrimonio” con lui. Ennesima dimostrazione di disprezzo e disumanità di un paese incapace di dare anche il minimo dovuto, figuriamoci restituire un minimo di quanto invece è stato a lui donato, dai suoi uomini migliori. Sappiamo però che né queste cose, né altre ancora peggiori, avrebbero in quella occasione, come non hanno mai, intaccato la volontà, la visione del mondo e la posizione di Walter sul pianeta che lo ospitava. Già, perché nulla si potrebbe dire di più di quest’uomo se non che era, ed era sempre stato, un abitante del pianeta Terra, al di fuori di qualsiasi confine di nazione, di stato, di continente, di razza e di popolo. Impossibile ricordare anche solo in parte tutti i motivi che ne fanno una delle figure più straordinarie della nostra intera storia nazionale. Un modo di vivere, raccontare, esprimere con i fatti e trasmettere agli altri la montagna che è sempre stato un riferimento assolutamente irrinunciabile per chiunque, tanto che io, nel mio piccolissimo, trovandomi a dover raccontare le montagne nel mio libro, inevitabilmente ho dovuto rifarmi a lui, citarlo, e per un racconto davvero serio fermarmi e rimandare direttamente ai suoi scritti. Alpinista prima, fra i più grandi in assoluto, riconosciuto da tutto il mondo (e da noi sempre un po’ meno, ovviamente). Radicale e risoluto nella scelta di abbandonare l’alpinismo nel momento in cui stava diventando troppo “competizione e gara fra uomini” e sempre meno “confronto dell’uomo con la montagna”. 
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