giovedì 1 dicembre 2011

Nessuna voglia di parlare

Nadia Anjuman, giovane donna afgana di 25 anni, madre di una bimba di pochi mesi, venne uccisa a percosse dal marito il 4 novembre 2005, in Afghanistan ad Herat (chiamata – per ironia della sorte - Città dei Poeti). La sua "colpa" fu di aver letto in pubblico alcune poesie dal libro "Fiore rosso scuro" da lei scritto qualche anno prima.  Quando accadde il fatto, era già molto conosciuta come poetessa, ma assurdo e increscioso fu il fatto che la giustizia afgana assolse e giustificò il marito che, tra l’altro, era impiegato in ambito universitario.
Era l’epoca in cui, in quel paese, governava il regime talebano.
Ci ha lasciato 2 libri di poesie scritte in lingua “farsi” usata in una regione afgana.
----Marina----

NESSUNA VOGLIA DI PARLARE
di Nadia Anjuman

Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona malinconica.
Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi.

POESIE PENSIERI E TUTTO UN PO'

Elegia per Nadia Anjuman

 


 

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