domenica 2 ottobre 2016

La storia dell'uomo che salvò il mondo dall'olocausto nucleare


Tante le grandi figure che con i loro nomi riempiono i libri di storia. Nomi che sentiamo nominare almeno una volta al giorno, data la loro caratura e il loro impegno nei confronti del mondo. Ma molto spesso ci sono uomini e donne, altrettanto importanti, se non di più, le cui vite e azioni passano in sordina, e su cui i riflettori della storia non si sono mai posati. Eppure, le loro scelte hanno cambiato il corso della storia, se non addirittura le nostre vite. Grazie ad alcuni di loro siamo ancora qui a parlare di storia. Uno di questi è Vasili Alexandrovich Arkhipov, il sommergibilista russo che durante la guerra fredda evitò un olocausto nucleare. E salvò il mondo.

Ottobre 1962, siamo in piena crisi missilistica cubana. Un sottomarino sovietico viene intercettato dalla marina statunitense nelle acque caraibiche. Scatta l'allarme: il traffico marittimo vicino Cuba era stato bloccato su ordine del presidente Kennedy, preoccupato dell'avvicinamento tra Fidel Castro e il Cremlino e di un eventuale lancio di missili sul territorio nordamericano. Sull'isola, infatti, erano state costruite rampe di lancio e silos interrati: in cambio i russi avrebbero consegnato ai cubani missili nucleari. Una ragione in più per non far avanzare neanche di un metro quel sottomarino.

Il sottomarino rimane fermo, nascosto in profondità. Gli americani decidono di lanciare cariche esplosive. Non sono pericolose, sono cariche usate durante le esercitazioni. Vogliono costringere il mezzo a risalire in superficie. All'interno del sottomarino regna il caos. Le esplosioni ravvicinate fanno tremare tutto, il personale a bordo sballottato da una parte all'altra. Ma ciò che gli americani non sanno è che i russi hanno armi nucleari e, visto che erano giorni che si era perso il contatto radio con Mosca, il comando sovietico aveva precedentemente dato al capitano la facoltà di usarle in caso di pericolo. Era una sua decisione.

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