venerdì 4 maggio 2012

Sette i peccati capitali

s'appaga l'uomo non saggio
della superbia. Nel suo ingranaggio
a crogiolarsi pieno del suo io,
si sente onnipotente come Dio.


Cova l'avaro l'oro che possiede
nulla dando a chi, bisognoso, chiede,


nel lercio fango sguazza il lussurioso
di bramosie mai pago, a tutti odioso,


si nutre di collera l'iroso
che pace mai avrà nè riposo ;


del dantesco Ciacco imitatori, tristi assai
del compiacer la gola non si sazian mai,


nella perenne stanchezza gli accidiosi stanno
col lavoro mai le mani sporcheranno.


Tutti son svilenti i vizi capitali.
origine e causa di tutti i mali.


Di tutti il peggior l'invidia alfine
che nuovi danni aggiunge alle rovine.


Del bene altrui soffre l'uomo infelice,
sragiona e spesso non sa quel che dice,


la felicità degli altri lo annoia,
meschino nel corrodersi, non conosce la gioia,


privo del sentimento d'amore
se gli altri giubilano, lui prova dolore.


Orridi son i vizi capitali,
ma meglio averne sei senza quest'uno...


scomparirebbero nel mondo tanti mali
se invidia non rodesse il cuore d'alcuno.

di

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