domenica 21 novembre 2010

Dida e Dido

L'autunno era alle porte, anzi era già arrivato. Se ne sentiva l'odore e gli alberi del bosco si erano vestiti dei colori caldi che preannunciavano il riposo invernale. Gli uccelli migratori erano partiti tutti e non si vedevano più gli stormi volare verso le loro mete. Anche le rondini se ne erano andate, erano volate verso il caldo che avrebbero trovato nei paesi più a sud.
Una sola era rimasta, aveva un'ala rotta e non poteva alzarsi in volo. Era ancora piccola e non ricordava nemmeno dove fosse il suo nido. Aveva guardato le altre partire, le aveva salutate e rassicurate che se la sarebbe cavata, ma ora che era sola sentì un nodo in gola e aveva voglia di piangere. Dove avrebbe dormito? E cosa avrebbe mangiato?
Dida, così si chiamava, chiese ospitalità in giro ma nessuno degli animali che conosceva gliela concesse. Il ghiro e il riccio le spiegarono che se ne sarebbero andati in letargo e non volevano nessuno che disturbasse il loro sonno, i passeri che si erano appropriati dei nidi delle rondini fecero finta di non vederla, i corvi non volevano compagnia e non avevano voglia di dividere il loro cibo con lei.
Dida era disperata e zampettava di qua e di là guardando il cielo che si faceva sempre più grigio e minacciava pioggia o addirittura neve. L'ultima notte l'aveva trascorsa sotto il portico di una fattoria, nascosta tra le cataste di legna. Ma quanto freddo aveva sofferto!
Era rassegnata a passare ancora chissà quante notti in quell'unico rifugio e si avviò saltellando faticosamente per raggiungerlo. Anche quel giorno non aveva mangiato nulla e le girava un po' la testa. Quando era quasi arrivata si accorse di un gatto soriano che la osservava da dietro l'angolo. Ebbe paura e cercò di fuggire ma inciampò in un filo d'erba e cadde.
E' la fine!-pensò.
Sapeva che i gatti mangiano volentieri gli uccellini, glielo aveva insegnato la sua mamma, e sicuramente questo non avrebbe fatto eccezione. Il gatto le si avvicinò e dopo averla annusata un pochino le disse:-Povera rondinella ferita, non devi avere paura di me. Sai anch'io quando ero piccolo sono rimasto solo. Sono stato adottato da un cane, pensa un po'. I gatti e i cani , si dice che non vadano d'accordo, invece Dedè è stato la mia mamma e il mio papà e non mi ha fatto mai mancare nulla! Ora se lo vuoi, sarò tuo amico; ti aiuterò e ti proteggerò dai pericoli e dal freddo . Vuoi venire nella mia casa? Era la cuccia di Dedè che era molto vecchio e se n'è andato nel paradiso dei cani. C'è posto per me e per te, ci faremo compagnia fino all'arrivo della primavera, e poi se ti va puoi restare per sempre qui.
La rondine, incredula e felice, decise di fidarsi di lui perchè aveva gli occhi buoni e sinceri e accettò l'offerta.
Fu così che Dida passò l'intero inverno al riparo e al calduccio tra le zampe del gatto. Anzi non se ne andò mai più di lì e tutti gli animali e le persone del circondario venivano ad ammirare la splendida strana amicizia nata tra un gatto e una rondinella.

Emma Bricola

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