sabato 10 settembre 2016

Mogol: "Mi ritorna in mente il giorno in cui conobbi il mio amico Battisti"

Il 15 settembre l'autore di tanti successi pubblica la sua autobiografia. Aneddoti e ricordi del mago della canzone italiana


TOSCOLANO (Terni) - C'è un momento indietro nel tempo, nel lontano 1965, che racchiude in sé il seme di un universo pronto a germogliare per cambiare la canzone italiana. È il primo incontro tra il giovane Giulio Rapetti - già affermato autore di Una lacrima sul viso - e un ragazzone riccio di Poggio Bustone. A raccontarci come andò, al Centro Europeo di Toscolano, è Mogol in persona che il 15 settembre pubblicherà Il mio mestiere è vivere la vita (Rizzoli, pp. 208, euro 29,90).
 
Quel ragazzo si chiamava Lucio...
"Mi fece sentire due canzoni. "Non sono granché" dissi. "Ha ragione" mi rispose. Gli dissi di ripassare più avanti, che avremmo provato a scrivere qualcosa".
 
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venerdì 9 settembre 2016

Nel cottage blindato dove Hamer “cura” il cancro con le vitamine

L’ex medico si è rifugiato a Sandefjord (Oslo) per sfuggire alla cattura. Un vicino: “Ogni giorno è un viavai di malati, fa leva sulla disperazione”



inviato a Sandefjord (Norvegia) 
Anche sulla cassetta della posta c’è scritta una menzogna. «Dottor medico Ryke Geerd Hamer. Rettore Università di Sandefjord. Nuova medicina germanica». Ma il signor Hamer non è un dottore. Non lo è più dal 1986, quando è stato radiato dall’ordine dei medici tedeschi per truffa. E non lo è nemmeno qui in Norvegia, dove si è rifugiato per scappare ad un mandato d’arresto per istigazione all’odio fra i popoli.

Questa non è neppure un’università, a ben guardare. È un’abitazione privata. Un cottage sulla collina davanti a un piccolo fiordo, 120 chilometri a sud di Oslo. Strada Sandkollveien 11: due vecchie Mercedes posteggiate in giardino sul lato destro, un camper sulla sinistra, un grosso cane libero che abbaia a chiunque passi nei paraggi.

LEGGI ANCHE I genitori rifiutano la chemio. Muore a 18 anni di leucemia

Avevamo chiamato per sapere se l’ex dottore ricevesse ancora dei pazienti a casa. Ci aveva risposto la signora Bona Garcia, moglie in seconde nozze di Ryke Hamer: «Per un mese il dottore è in vacanza. Sarà disponibile ai primi di ottobre. Per qualsiasi problema urgente potete scrivere alla casella di posta amicidiryke@…». Il problema urgente è che tutti quelli che credono alle teorie non scientifiche del falso medico Ryke Geerd Hamer continuano a morire. Anche se con la medicina tradizionale, facendo ricorso alla chemioterapia, magari avrebbero avuto buone probabilità di guarigione. Come negli ultimi due casi in Italia, la settimana scorsa. Una mamma di Rimini. Ed Eleonora Bottaro di Padova, 18 anni compiuti da un mese. D’accordo con i suoi genitori, seguaci del metodo Hamer, è morta cercando di curare la leucemia con la vitamina C.

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L’ex braccio destro di Hamer: “Le cure non vanno bandite” 

 

 

 

venerdì 2 settembre 2016

"Sfida accettata", Deborah, malata di cancro, pubblica una sua foto a colori e "rivede" la campagna di sensibilizzazione


"Il Cancro non sono sfumature di grigio. Il grigio è sterile, arido, morto. Il Cancro ha tanti colori. Anche il colore della paura, ma ce l'ha! Perché il Cancro spiazza, fa paura, terrorizza. Sensibilizzare le persone alla lotta contro il Cancro, è farle pensare a cosa sia davvero". Sono le parole di Deborah, 41 anni, mamma e moglie che ha deciso di raccontare la sua lotta contro il cancro al colon di cui è affetta su una pagina Facebook, con il nickname di Magica Debby. Ha deciso di pubblicare una foto a colori che la ritrae distesa su un letto. Il pallore del suo viso è in contrasto con i colori del foulard che ha avvolto sulla testa e l'azzurro dei suoi occhi. In un lungo post ha spiegato il perché: "'Sfida accettata' è la frase che in questi giorni si trova ovunque sul social, insieme a foto in bianco e nero per una campagna di 'sensibilizzazione' alla lotta contro il Cancro. Personalmente non capisco il senso di una foto in bianco e nero - scriva Deborah - e meno ancora capisco foto che ritraggono reggiseni e pance piatte ma rispetto le motivazioni di ognuno. Non voglio fare polemiche ma solo esprimere un pensiero, specie se mi vengono inviate richieste di 'partecipazione'. Il Cancro non sono sfumature di grigio. Il grigio è sterile, arido, morto. Il Cancro ha tanti colori. Anche il colore della paura, ma ce l'ha! Perché il Cancro spiazza, fa paura, terrorizza".

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lunedì 29 agosto 2016

Dettato

Per chi non capisce la mia calligrafia (come lo capisco) qui sotto la versione stampata del Buongiorno
Un dettato al giorno guarisce l’analfabeta di ritorno. Deve averlo pensato il governo francese, che ha imposto il dettato quotidiano nei nuovi programmi scolastici. Il mio primo dettato fu scandito dalla voce nitida della maestra: «E’ autunno e cadono le foglie». Tradussi creativamente: «E autumno è cabono gle folie». Sei errori in sei parole. Da allora sono migliorato, ma neanche troppo. Quel poco è merito del dettato, che mi ha costretto ad ascoltare le parole degli altri e a metterle su carta, dando loro quel peso che a voce e sullo smartphone faticano ad avere. Nemmeno il dettato, però, è riuscito a insegnarmi l’arte della bella scrittura (calli-grafia, in greco ante Tsipras) che era l’orgoglio di mia nonna contadina. Temo di non avere preso da lei, ma dalle sue galline. 

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sabato 27 agosto 2016

Lettera pompiere su bara Giulia, 'scusa'

(ANSA) - ASCOLI PICENO, 27 AGO - "Ciao piccola, ho solo dato una mano a tirarti fuori da quella prigione di macerie. Scusa se siamo arrivati tardi, purtroppo avevi già smesso di respirare, ma voglio che tu sappia da lassù che abbiamo fatto tutto il possibile per tirarvi fuori da lì": inizia così la commovente lettera scritta da uno dei soccorritori, probabilmente un vigile del fuoco, che si è firmato "Andrea" con un cuoricino accanto, e lasciata sulla bara di Giulia, la bambina di 11 anni morta sotto le macerie a Pescara del Tronto. La sorella di Giulia, Giorgia, di 4 anni, è stata invece estratta vive 16 ore dopo il sisma e sembra che sia stata protetta nel crollo proprio dal corpo di Giulia. "Quando tornerò a casa mia a L'Aquila saprò che c'è un angelo che mi guarda dal cielo e di notte sarai una stella luminosa. Ciao Giulia, anche se non mi hai conosciuto ti voglio bene" conclude la lettera.

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mercoledì 24 agosto 2016

La terra trema

Una notte d’ estate come tutte le altre. Metti a dormire la bambina, ti accasci sul letto ed inizi a sognare. Io stavo sognando che ero a casa di mia sorella che abita in un appartamento al secondo piano di una palazzina, al contrario di me che sto al piano terra, e la mia paura in quel sogno era quale fosse la strada più veloce per scappare nel caso di un terremoto. Pochi secondi dopo, alle 3.36, vengo svegliata dal letto che si muove. Oddio penso, il terremoto. Aspetto seduta sul letto, passerà penso, è una di quelle scosse piccole e brevi. Invece continua, da un colpo secco più grande, mi alzo e corro verso la porta di casa e ancora non smette. Mio marito va a controllare che Gioia non abbia sentito nulla. Lei dorme fortunatamente. Vado su Facebook e capisco subito che troppa gente lo ha sentito a km di distanza da qui, quindi l’epicentro non è da queste parti. Negli ultimi anni ci sono state diverse scosse con l’epicentro a pochi km da casa e avevo subito capito che fosse distante. Di solito prima arriva il boato e poi inizia il tremolio, questa volta non c’è stato. Poco dopo arriva la terribile notizia. Epicentro Rieti magnitudo 6.


Interi paesi rasi al suolo, morti, feriti, persone che in pochi secondi hanno perso tutto. Un’ora dopo provo a tornare a letto. Altra scossa 5.5. Penso ancora a quella povera gente. Stamattina al tg sono arrivate le immagini della tragedia. Serve sangue, servono aiuti. Questi i numeri utili della protezione civile.


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venerdì 12 agosto 2016

Osteria di Chichibio: i vip non pagano e protestano su TripAdvisor


Pagare il conto al ristorante? Quale volgarità! Andarci durante il regolare orario di apertura? Roba da parvenu!

Almeno per Vittorio Sgarbi e il suo entourage che, si sa, come tutti i vip detesta mescolarsi alla dozzinale plebaglia e coltiva l’elitario vezzo di andare per locali, che siano musei o posti dove gozzovigliare, in orari e con modalità inaccessibili ai comuni mortali.

Non è un mistero infatti l’abitudine di Sgarbi di frequentare musei e chiese antiche in orari notturni, facendoseli aprire appositamente dall’assonnato custode per bearsi in solitaria delle meravigliose opere d’arte.

Ma questa volta, il critico d’arte non si è andato a nutrire dell’aura di quadri incantevoli e sculture raffinate ma più prosaicamente di verace, gagliardo, terrenissimo cibo.

Peccato che abbia preteso di farlo ben oltre l’orario di chiusura, a notte inoltrata, e non da solo o in compagnia di un paio di amici –come pare avesse comunicato al titolare preventivamente– ma con una comitiva di circa una quindicina di persone, modello gita fantozziana.

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I dieci versi dalle canzoni di Battiato da appuntarsi e non dimenticare

Il cantautore, morto ieri nella sua residenza di Milo, era nato a Jonia il 23 marzo del 1945. Ha spaziato tra una grande quantità di generi,...