mercoledì 12 maggio 2010

Goccia

Porto un vino inconsueto
A labbra da tempo inaridite
Vicine alle mie,
E le incito a bere;
Crepitanti dalla febbre, tentano,
Io distolgo i miei occhi traboccanti,
E torno dopo un'ora a controllare.

Le mani stringono ancora il tardivo bicchiere -
Le labbra che avrei voluto rinfrescare, ahimè -
Sono così esageratamente fredde -

Farei prima a tentare di scaldare
Petti dove il gelo si è insediato
Da secoli sottoterra -

Alcuni altri assetati potrebbero esserci
Ai quali costui mi avrebbe indirizzato
Gli fosse rimasta la parola -

E così porto sempre la coppa
Se, per caso, mia potesse essere la goccia
Che spegne la sete di qualche pellegrino -

Se, per caso, qualcuno mi dicesse
"All'umile, a me",
Quando alla fine mi risveglierò -

Emily Dickinson

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