Tratto dal Notiziario della Rete Semi Rurali
Domenica 22 giugno
nell’ambito del festival rurale BOSCADRA’ un folto gruppo di persone è
partito dalla Cascina Barbàn ovvero dalla Località (recuperata dai rovi e
dall’emarginazione) Le Cantine di Figino in Val Borbera, Piemonte (AL)
per andare a piedi, al paese vicino: Molino S.Maria.
L’escursione è
servita per raggiungere l’antico mulino ad acqua e riuscire così a
macinare una ventina di chili di frumento tenero tra Gentil Rosso e
Autonomia B che sono serviti poi per fare il pane e un
seminario-laboratorio sulla panificazione naturale.
Esistono in Val
Borbera diversi mulini ad acqua dalla grande bellezza e potenzialità ma
soltanto uno, quello che abbiamo utilizzato noi, è in condizioni di
salute non proprio catastrofiche.
Un mulino per svolgere il proprio mestiere nel migliore dei modi, come
ogni strumento, ha bisogno di manutenzione ordinaria, straordinaria e
soprattutto di lavorare.
Negli anni novanta, quando è stato deciso di
ristrutturare quello di S.Maria, di proprietà del comune di Albera
ligure, credo proprio che l’intenzione non fosse quella di farlo tornare
operativo, nell’autentico senso della parola, che opera, bensì, di
renderlo un poco in ordine, apparentemente a posto per poter essere
visionato da scolaresche o visitatori di città.
A mio avviso, questo è il passaggio più interessante della recente storia di questo manufatto.
Un passaggio che ha a che fare con la cultura e anche con la politica.
In
quel periodo non si è creduto nell’importanza anche strategica che un
mulino può guadagnarsi in una piccola vallata dell’Appennino.
A quei tempi era ancora più azzardato rispetto ad oggi pensare di far tornare un vecchio mulino protagonista del cibo, locale.
Continua
qui (video)