sabato 15 luglio 2017

Il giovane discepolo...


Il giovale discepolo di un saggio filosofo arriva a casa e gli dice:
– Maestro, un amico mi ha parlato male di te…
– Aspetta! – lo interrompe il filosofo – Hai fatto passare quello che mi vuoi raccontare per i tre filtri?
– I tre filtri? – chiede il discepolo.
– Sì. Il primo è il filtro della verità: sei sicuro che ciò che vuoi dirmi è assolutamente certo?
– No. L’ho sentito dire ad alcuni vicini di casa.
– L’hai almeno fatto passare per il secondo filtro? È il filtro della bontà. Ciò che vuoi dirmi, fa del bene a qualcuno?
– No, in realtà no. Al contrario…
– Capisco. L’ultimo è il filtro della necessità: è necessario farmi sapere ciò che t’inquieta così tanto?
– A dire il vero, no.
– Allora,
– dice il saggio sorridendo, –
se non è vero né buono né necessario, seppelliamolo nel dimenticatoio.

mercoledì 12 luglio 2017

If - Se



(EN) « 
If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don't deal in lies,
Or being hated, don't give way to hating,
And yet don't look too good, nor talk too wise;

If you can dream—and not make dreams your master;
If you can think—and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you've spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build 'em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: "Hold on!"

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings—nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds' worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that's in it,
And—which is more—you'll be a Man, my son!
 »
(IT) « 
Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all'odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c'è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: "Tenete duro!"

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!
 »
(Rudyard Kipling, Se)


Fonte: Wikipedia

mercoledì 5 luglio 2017

Vorrei

Fonte immagine










Vorrei
che le parole
uscissero dalla nostre labbra
e ci avvolgessero
in cerchi sempre più piccoli
fino a un bacio
Il brivido
di due mondi
che si sfiorano
e diventano uno solo
E' un abbraccio
che poi si irradia
in cerchi sempre più grandi
Perdo i miei confini
e sfumo nell'infinito


Alessandra Vignoli da Ali di Vetro


martedì 27 giugno 2017

Il Giappone piange la blogger che raccontava la sfida al cancro (sfidando tabù e pregiudizi)

Era una famosa presentatrice tv, due bimbi piccoli, un marito affascinante. Fino a quando non scoprì il tumore al seno. Ha rotto un tabù in un Paese che non parla in pubblico di sentimenti

Due anni e mezzo di battaglia con il cancro al seno, persa giovedì notte nella sua casa di Tokyo, ma che l’hanno consegnata alla storia sociale e psicologica del Giappone come una combattente intrepida e solare. Mao Kobayashi aveva solo 34 anni, una bellissima carriera da presentatrice della televisione, un marito attore, affascinante e famoso quanto lei, due figli piccolissimi. Una vicenda da pagine rosa, fino a un giorno dell’ottobre 2014, quando seppe di avere un tumore aggressivo. Una tragedia raccontata in diretta sul suo blog «Kokoro» (cuore, ma anche sentimento) che l’ha resa ancora più popolare, tanto da farla inserire nella classifica delle 100 donne del 2016 dalla Bbc.
Lo scoop e la decisione
Quando le fu diagnosticato il cancro, Kobayashi e la famiglia decisero di tenere riservata la notizia. In Giappone la gente non è abituata a parlare dei propri problemi personali e le malattie gravi sono ancora un tabù. Nell’estate del 2016 però un tabloid venne a sapere e non rinunciò allo scoop. Comparve il marito in una conferenza stampa, chiedendo il silenzio. Così fu una sorpresa quando tre mesi dopo, a novembre, Kobayashi aprì il suo «Cuore» e scrisse: «Avevo 32 anni quando ho ricevuto la diagnosi del tumore al seno. Mia figlia aveva tre anni, mio figlio solo uno. Pensai: "Andrà tutto bene, tornerò ad essere come prima dopo le cure". Ma non è stato così facile, e il cancro è ancora nel mio corpo».

«Mi sentii fragile e fallita»
Kobayashi spiegò alla gente perché all’inizio non aveva detto niente della malattia. «Il mio lavoro è apparire in tv e così avevo paura di essere associata con quella parola, cancro, e non volevo essere vista nella mia fragilità. Non volevo essere vista mentre andavo in ospedale, sentivo di aver fallito, e ho smesso di comunicare con gli altri al di fuori della mia famiglia. Ma così, mentre cercavo di tornare quella che ero prima, in realtà mi incamminavo sempre più verso le ombre, allontanandomi sempre più dalla persona che volevo essere. Poi, un giorno, la dottoressa delle cure palliative mi disse: "Non nasconderti dietro il cancro". Capii: lo stavo usando come una scusa per non vivere più». In altri post continuò a raccontare i particolari più tristi, compresa la perdita dei capelli per la chemioterapia; ma anche l’amore per la famiglia che la spingeva a resistere e a sperare. Il blog diventò il più seguito in Giappone e ha ispirato molte donne nella loro battaglia contro la malattia.

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giovedì 22 giugno 2017

Chi era Giorgio Caproni, l’autore nell’analisi del testo alla maturità

Una sua poesia è stata scelta quest'anno per una delle tracce della prima prova

 
Il poeta Giorgio Caproni è l’autore della poesia che è stata selezionata quest’anno per la traccia di analisi del testo alla prima prova della maturità. La poesia di Caproni si intitola “Versicoli quasi ecologici” ed è contenuta nella raccolta postuma Res Amissa, uscita nel 1991.


Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto: Come
potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.


Caproni era nato nel 1912 a Livorno. Studiò a Genova, ma visse quasi tutta la sua vita a Roma. Fece la guerra (1939), partecipò alla Resistenza, fu per molti anni maestro elementare e collaborò con diversi giornali e riviste scrivendo poesie ma anche saggi, racconti e traduzioni, soprattutto dal francese e di opere molto importanti: Il tempo ritrovato di Marcel Proust, Bel Ami di Guy de Maupassant, I fiori del male di Charles Baudelaire, L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert, tra le altre. Fu in contatto con alcuni dei principali intellettuali del Secondo dopoguerra come Pier Paolo Pasolini e Natalia Ginzburg.

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domenica 18 giugno 2017

Macinazione grani antichi...



Tratto dal Notiziario della Rete Semi Rurali
Domenica 22 giugno nell’ambito del festival rurale BOSCADRA’ un folto gruppo di persone è partito dalla Cascina Barbàn ovvero dalla Località (recuperata dai rovi e dall’emarginazione) Le Cantine di Figino in Val Borbera, Piemonte (AL) per andare a piedi, al paese vicino: Molino S.Maria.
L’escursione è servita per raggiungere l’antico mulino ad acqua e riuscire così a macinare una ventina di chili di frumento tenero tra Gentil Rosso e Autonomia B che sono serviti poi per fare il pane e un seminario-laboratorio sulla panificazione naturale.
Esistono in Val Borbera diversi mulini ad acqua dalla grande bellezza e potenzialità ma soltanto uno, quello che abbiamo utilizzato noi, è in condizioni di salute non proprio catastrofiche.

Un mulino per svolgere il proprio mestiere nel migliore dei modi, come ogni strumento, ha bisogno di manutenzione ordinaria, straordinaria e soprattutto di lavorare.
Negli anni novanta, quando è stato deciso di ristrutturare quello di S.Maria, di proprietà del comune di Albera ligure, credo proprio che l’intenzione non fosse quella di farlo tornare operativo, nell’autentico senso della parola, che opera, bensì, di renderlo un poco in ordine, apparentemente a posto per poter essere visionato da scolaresche o visitatori di città.
A mio avviso, questo è il passaggio più interessante della recente storia di questo manufatto.
Un passaggio che ha a che fare con la cultura e anche con la politica.
In quel periodo non si è creduto nell’importanza anche strategica che un mulino può guadagnarsi in una piccola vallata dell’Appennino.
A quei tempi era ancora più azzardato rispetto ad oggi pensare di far tornare un vecchio mulino protagonista del cibo, locale.

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martedì 13 giugno 2017

11 giorni di carcere e 8.000 euro a un vignaiolo di multa per aver pulito 100 mq di sterpi!

Francesco Carfagna è uno dei vignaioli a cui Slow Wine è più affezionato (Chiocciola sulla guida per alcuni anni e Vino Slow spesso e volentieri). Vignaiolo autodidatta, ha fatto la pazzia di creare un’azienda agricola sull’isola del Giglio, Parco Nazionale (Arcipelago Toscano), con terreni in fortissima pendenza e tutti terrazzati. Insomma, una fatica boia. Ha deciso di puntare tutto sul vitigno indigeno ansonica e di creare il suo Ansonaco. E gli viene anche particolarmente buono. Molti di voi lo conosceranno perché è presente con il suo banchino alle più importanti fiere naturali del nostro paese.

Bene, questa è la premessa, solo per dire che la lettera che leggerete sotto non è scritta da una persona qualsiasi ma da un vignaiolo che conosciamo benissimo, che ha la nostra piena fiducia e stima, perché nel corso della sua vita ha espresso sempre una grande serietà e attenzione per l’ambiente e l’isola che abita.

 Cosa gli è accaduto? Un giorno ha deciso di pulire dalle sterpaglie 100 mq (foto a lato, vedasi giubbotto sulla destra per capire le dimensioni) di terreno (suo) e per aver fatto questo gli è stata recapitata una multa di 8.000 euro e 11 giorni di carcere (documento che potete visionare al fondo). Tra l’altro un suo vicino ha provato a zappare l’orto e se la passa ancora più male (con sequestro penale del suo campo). Carfagna ammette di aver sbagliato perché prima di pulire il pezzo di terra non ha chiesto i dovuti permessi alle autorità, ma c’è pena e pena, la sua pare francamente esagerata.
In più bisognerebbe chiedersi (e Francesco nella sua lettera lo fa benissimo) come agevolare chi fa agricoltura in posti come il Giglio, che se non è coltivato si riempie di arbusti, rovi, ecc.. e così le terrazze franano, oltre a un rischio incendi elevato, e possibili smottamenti.
Si dovrebbe creare una legislazione speciale per questi luoghi che tuteli il paesaggio e aiuti chi lo difende…
Insomma leggete questa bellissima lettera, quasi un grido di dolore, condividetelo, fatelo girare, fate sentire la vostra vicinanza a Francesco, aiutiamolo in qualche modo (noi un’idea ce l’abbiamo)…

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I dieci versi dalle canzoni di Battiato da appuntarsi e non dimenticare

Il cantautore, morto ieri nella sua residenza di Milo, era nato a Jonia il 23 marzo del 1945. Ha spaziato tra una grande quantità di generi,...