mercoledì 30 marzo 2011

La Corte...

La Corte è assai lontana -
Arbitro - non ho -
Il mio Sovrano è offeso -
Per ottenere grazia - morirei!
Mi getterò ai suoi piedi regali -
Dirò - Ricordati - Re -
Tu - tu stesso - un giorno - un Fanciullo -
Implorerai per più grandi - cose -

Quell'Impero - è di Zar -
Piccoli - si dice - come me -
Concedimi - quel giorno - il diritto regale -
Di intercedere - per Te -

The Court is far away -
No Umpire - have I -
My Sovreign is offended -
To gain his grace - I'd die!
I'll seek his royal feet -
I'll say - Remember - King -
Thou shalt - thyself - one day - a Child -
Implore a larger - thing -

That Empire - is of Czars -
As small - they say - as I -
Grant me - that day - the royalty -
To intercede - for Thee -

Emily Dickinson



L'amato, il re di un cuore innamorato, è ormai lontano, irraggiungibile, sordo a ogni implorazione; l'unica cosa che resta è la speranza di poter un giorno condividere con lui quel regno in cui la nobiltà non sarà più una vuota apparenza, ma un rango riservato a tutti coloro che ne faranno parte.
(traduzione e nota Giuseppe Ierolli)


sabato 19 marzo 2011

Convenzioni

Ci incontreremo

domattina negando


l'evidenza


senza poter


andare oltre le convenzioni.


Faremo in modo


che nemmeno


le nostre mani si sfiorino


per sbaglio.


Ci incontreremo


in sogno. 



Neve 

giovedì 17 marzo 2011

Cerco la bandiera del Giappone...

'lettere@lastampa.it'


Gentilissimo Direttore,
dal giorno del disastroso terremoto che ha colpito il Giappone, e in particolare in quest’ultima settimana di preparativi in ogni città , io Le scrivo da Alessandria, si stanno allestendo ovunque vessilli tricolori, dai municipi alle scuole,  dai negozi alle case ; ovunque è un rifiorire di passeggero orgoglio nazionale che , probabilmente per molti, ma non per tutti, appassirà non appena il tanto desiderato sole primaverile tornerà a riscaldare il suolo italiano.
Ricordando e onorando anche io , insieme a tutti gli italiani di “buona volontà” , gli uomini e le donne che hanno contribuito con gesta eroiche ma anche con azioni di straordinaria quotidiana alterità , all’Unità d’Italia, non posso fare a meno di pensare e soffrire per  la grande tragedia che sta vivendo in queste ore il popolo giapponese il quale  , a migliaia di chilometri da noi , ( ma  che nel villaggio globale dei media è costantemente a portata di web…) piange i propri morti ed è in preda all’angoscia dello spettro di una nuova catastrofe nucleare.
Se Cavour , allora , nel 1861, tentò , formando il nuovo governo, di dargli un carattere meno piemontese e più “italiano” , dovremmo anche noi trarne insegnamento e mentre siamo all’affannosa ricerca della bandiera italiana anche nei banchi degli ambulanti cinesi…( ahimè pochissimi di noi ne hanno una vecchia e logorata conservata e trasmessa di padre in figlio ), dovremmo affiancare ad essa almeno idealmente anche quella giapponese : ovvero l’identità di un popolo ancora una volta sfregiato da una catastrofe , questa volta naturale, che metterebbe a dura prova un popolo tanto “fragile” come è ora  il nostro , perennemente in bilico o in contraddizione tra “la cosa pubblica “ e “la cosa privata” .
La notevole pressione emozionale che le immagini della catastrofe sta creando in noi ci renda solleciti ad un cambiamento, ad un transito dalla nostra ottusa mentalità individualista e di sospetto italianismo ,ad un progresso umano e sociale che tenga conto del dialogo ininterrotto fra noi e la nostra storia , fra noi e la storia del popolo giapponese, ora, e di quella di molti altri popoli , per forza di “globalizzazione sana”, connessa perennemente d’ora in poi alla nostra .

Viva …l’Italia …ora e sempre !


Monica Occhi

Cuore di vetro

Cuore di vetro
fragile, irreale
luce riflessa
che si infrange silenziosa
tra le pieghe dei sogni.
Delicato monile
segnato da solchi profondi
e bagnato da tiepida pioggia.
Raccolgo tremante
quei freddi cristalli
argentei cocci sparsi nel vento.
Senza paura li rimetto insieme.
Ancora.


Antonella Camerlingo

martedì 8 marzo 2011

Velo di sposa

Velo di sposa
ha cercato l’aurora:
su pietre sospese
è giunta l’ora
di far nascere
orecchini di petali rosa,
mentre freschi sospiri
han vestito ogni cosa
di bianca fortuna
e su quella piccola duna
raccolgo un timido fiore di luna.



Francesca Ghiribelli.

domenica 6 marzo 2011

DEDICA DI UN PADRE AL PROPRIO FIGLIO

SE UN GIORNO MI VEDRAI VECCHIO, SE MI SPORCO QUANDO MANGIO E NON RIESCO A VESTIRMI....ABBI PAZIENZA.
RICCORDA IL TEMPO CHE HO TRASCORSO AD INSEGNARTELO.
SE QUANDO PARLO CON TE RIPETO SEMPRE LA STESSE COSE....
NON MI INTERROMPERE....ASCOLTAMI.
QUANDO ERI PICCOLO DOVEVO RACCONTARTI OGNI SERA LA STESSA STORIA FINCHE' NON TI ADDORMENTAVI.
QUANDO NON VOGLIO LAVARMI NON BIASIMARMI E NON FARMI VERGOGNARE.
RICCORDATI QUANDO DOVEVO CORRERTI DIETRO INVENTANDO DELLE SCUSE PERCHE' NON VOLEVI FARE IL BAGNO.
QUANDO VEDI LA MIA IGNORANZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE, DAMMI IL TEMPO NECCESSARIO E NON GUARDARMI CON QUE SORRISETTO IRONICO
HO AVUTO TUTTA LA PAZIENZA PER INSEGNARTI L'ABC
QUANDO A UN CERTO PUNTO NON RIESCO A RICORDARE O PERDO IL FILO DEL DISCORSO...DAMMI IL TEMPO NECCESSARIO PER RICORDARE SE NON CI RIESCO
NON TI INERVORSIRE...LA COSA PIU' IMPORTANTE NON E' QUELLO CHE DICO
MA IL MIO BISOGNO DI ESSERE CON TE ED AVERTI LI' CHE MI ASCOLTI.
QUANDO LE MIE GAMBE STANCHE NON MI CONSENTONO DI TENERE IL TUO PASSO
NON TRATTARMI COME FOSSI UN PESO
VIENI VERSO DI ME CON LE TUE MANI FORTI NELLO STESSO MODO CON CUI IO L'HO FATTO CON TE QUANDO MUOVEVI I TUOI PRIMI PASSI
QUANDO DICO CHE VORREI ESSERE MORTO...NON ARRABBIARTI UN GIORNO COMPRENDERAI. CHE COSA MI SPINGE A DIRLO.
CERCA DI CAPIRE CHE ALLA MIA ETA' NON SI VIVE SI SOPPRAVIVE.
UN GIORNO SCOPRIRAI CHE NONOSTANTE I MIEI ERRORI HO SEMPRE VOLUTO IL MEGLIO PER TE E CHE HO TENTATO DI SPIANARTI LA STRADA.
DAMMI UN PO' DEL TUO TEMPO
DAMMI UN PO' DELLA TUA PAZIENZA
DAMMI UNA SPALLA SU' CUI POGGIARE LA TESTA
ALLO STESSO MODO IN CUI IO L'HO FATTO PER TE
AIUTAMI A CAMMINARE AIUTAMI A FINIRE I MIEI GIORNI CON AMORE E PAZIENZA IN CAMBIO IO TI DARO' UN SORRISO E L'IMMENSO AMORE CHE HO SEMPRE AVUTO PER TE.
TI AMO FIGLIO MIO E PREGO PER TE ANCHE SE MI IGNORI.


Fonte

sabato 5 marzo 2011

Spezzata

Si sono rotte le corde
che mi tenevano in vita.
L'anima mia si è frantumata
fragile cristallo trasparente.
E l'aria fa un cerchio ai sorrisi
e ascolto le mute parole.
Desidero sciami d' azzurro
a cancellare il nero.