venerdì 19 maggio 2017

Di balene tristi ed altri incidenti

Partendo dal presupposto che molto probabilmente stiamo assistendo ad una delle tante profezie autoavveranti (così come definite da Merton) , dobbiamo dare atto alle Iene di essere loro stesse -ovviamente senza volontà di dolo- procacciatrici di prede per i cosiddetti “curatori”. Ho assistito, dalla trasmissione del fatidico servizio, ad un proliferare prima sconosciuto sul social italiano del famoso hashtag letteranumero che dovrebbe indicare la candidatura al gioco (sempre, ripeto, che tale gioco esista davvero). Non so quanti lo facciano seriamente, non so quanti per curiosità o altro. Se si prova a chiedere amicizia a qualcuno di costoro la prima domanda che ti arriva in forma privata è la seguente, uguale per tutti : “Ki sei? il mio curatore?”.

In genere, alla risposta negativa segue subito una rimozione dalle amicizie, oppure la convinzione che questa sia una delle prove da superare per essere ammessi. Oppure ancora (e per fortuna) la confessione che si stesse solamente scherzando. In ogni caso, trovo preoccupante sia la leggerezza con la quale una trasmissione abbia acceso la scintilla dello spirito di emulazione e di una vera e propria moda. Trovo sconvolgente che, se si decida di morire, lo si debba fare obbedendo ad un condizionamento altrui. Eroi? Ma questa è solo vigliaccheria. “Morire per delle idee”, predicava De Andrè . Morire per ribellione, per amore, per la libertà. Personalmente ho sempre coccolato la morte (mia, quella di chi amo mi terrorizza), molte volte l’ho presa in considerazione come unico mezzo per sfuggire alla sofferenza del troppo pensare o di situazioni dolorose. Ma soprattutto come idea di potere, di libertà. “Questa volta DECIDO IO. Alla faccia di tutti, divinità presunte comprese” (ah, a questo proposito, evitiamo di tirare in ballo come sempre il Satanismo, che invece è un inno alla vita ed alla realizzazione dell’ Uomo. Chi sostiene il contrario non lo conosce affatto ed è meglio non lo nomini neppure)

Che cazzo di gioventù siete? la gioventù è ribellione per antonomasia. Questo sì che mi spaventa davvero...il non essere neppure in grado di decidere autonomamente se vivere o morire. A questo punto salta fuori il “disgustoso condizionamento”. E mi viene da sorridere, scusate il cinismo. Perchè se tu che hai 17 anni ti lasci condizionare da uno psicopatico di 22 forse sei peggio dello psicopatico... che a suo modo di vedere non ha neppure torto, allora. La manipolazione(a meno che uno non abbia particolari doti) è un meccanismo complesso, una strategia che non si impara dall’oggi al domani . Utilizza principalmente il modus stimolo-risposta -premio oppure risposta-punizione. Richiede isolamento, richiede un legame continuo e quasi amoroso col proprio condizionatore. E questo è solo il primo passo... se non ricordo male ci sono almeno 13 lunghissimi punti da affrontare. A meno che, appunto, non sia tutta una gran bufala e che questi suicidi non siano solo dovuti a noia, alcool, droghe.

Ragazzi, non uccidetevi. Ma se proprio dovete farlo, decidetelo da soli. E possibilmente per una buona causa. Ribellatevi, se la vita non vi piace...rovesciatela. E lasciate in pace le balene, che già hanno un sacco di problemi per loro conto..
come disse qualcuno che di certo conoscete, senza andare a cercare inutilmente filosofi che cadrebbero nel rifiuto a priori, “stay hungry...stay foolish” 
 

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