martedì 12 aprile 2016

La mia città

La mia città. Da Omero a Bruce Springsteen. Da Ulisse che naviga tra sirene, ciclopi, maghe, e mostri marini, sempre sognando Itaca, al cantautore che, con la sua voce roca, la chitarra tra le mani, il sudore sulla fronte, canta My Hometown. La mia città natale. In mezzo tutta la storia dell’uomo, secoli di poesia e di cultura, di ballate e di quadri. Di libri e di sinfonie. Ma lei è sempre presente. E’ nel cuore di tutti. Molto amata, un poco odiata, comunque cantata. La mia città. Nessuno resiste al suo fascino. Anche chi come Odisseo, re di Itaca, fedele al motto “Fatti non foste a vivere come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”,  parte alla ricerca di nuovi luoghi e di nuovi saperi, sempre si porta nel cuore la reggia, Telemaco, Penelope, il cane Argo e quell’isola che lo vide bambino. Si divide in due l’anima dell’uomo: da una parte c’è la febbrile curiosità di conoscere, di viaggiare, vedere terre nuove, incontrare altre razze, perdersi nelle stelle di altri cieli; dall’altra c’è il piacere di proteggersi dietro le abitudini più care, i gesti conosciuti, una quotidianità che sa farsi soffice e dolce come lo zucchero filato. La voglia di immergersi nella giungla del Borneo si affianca al piacere di quel caffè bevuto in quel bar spoglio e familiare, al piacere di guardare  ancora una volta la facciata di quella chiesa colorata di rosa dal tramonto, di passeggiare su ciottoli di quel borghetto medioevale, di guardare l’acqua del torrente verde in primavera e fangosa in autunno e ascoltare il suo sussurro, di passeggiare nel parco dei duchi dove spuntano i primi bucaneve. Poi ti fa arrabbiare la tua città, la detesti, la maledici. Ti allontani e quando sei laggiù, in quella terra nuova che tanto hai desiderato tra quella gente diversa tanto invocata, ecco che si apre una voragine tra cuore e anima, un buco nero che risucchia i tuoi pensieri: è lei, la tua città. A lei, al modo di viverla da vicino e da lontano, sono dedicati questi racconti, gli ultimi di una tradizione nata con Omero  e, con alti e bassi, mai sopita. 

Luigi Alfieri

Fonte:  Ebook – Ti racconto la mia Città

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