Pubblicato nel 1907, questo romanzo di Jack London rappresenta un esempio insuperato di “fantascienza verista”: impeccabile e profetico nella sua analisi sociale e politica ma, al contempo, senza freni nell’invenzione di una realtà distopica eppure sinistramente familiare. Testo di autentica chiaroveggenza sui destini della società capitalistica, “Il tallone di ferro” è uno dei più allucinati e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi impliciti e inevitabili sbocchi di violenza e massacro. Il profeta lucido e impavido dello scarto tra le speranze dell’umanità e le condizioni in cui gli uomini si trovano a vivere è Ernest Everhard, l’eroe, il combattente per la libertà (un personaggio memorabile cui Ernesto Che Guevara deve il nome di battesimo). Il racconto della sua vita e del suo pensiero è affidato al diario dell’amata Avis, figlia viziata di una ricca famiglia borghese che apre gli occhi, attraverso l’amore per Ernest, sull’intollerabile oppressione attuata dalla classe sociale cui appartiene, fino alle estreme conseguenze. Un feroce, visionario capolavoro.
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martedì 7 maggio 2019
giovedì 25 aprile 2019
La madre del partigiano
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15 anni, fucilato: il resistente di Albenga |
Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.
Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.
mercoledì 10 aprile 2019
sabato 6 aprile 2019
Alda Merini inedita in 'Eternamente vivo'
Su Tv2000 lo speciale omaggio alla poetessa milanese che visse di amore, poesia, sempre intensamente e senza risparmiarsi sofferenze
| Alda Merini |
Immagini inedite di Alda Merini mentre crea e detta le sue poesie saranno trasmesse da Tv2000 nella giornata mondiale della poesia. Doppio appuntamento mercoledì 21 marzo alle 19.30 e alle 00.20 con ‘Eternamente Vivo’ il documentario dedicato ad Alda Merini.
Uno speciale omaggio alla poetessa milanese che visse di amore, poesia, sempre intensamente e senza risparmiarsi sofferenze. Come nascevano le sue poesie? È principalmente a questo interrogativo che si cerca di rispondere attraverso le immagini che colgono Alda Merini nell’atto creativo dell’intuizione poetica. La poetessa detta le sue poesie ad Arnoldo Mosca Mondadori diventando così custode delle sue opere.
Si crea un rapporto d’intimità artistica dove la Merini chiede costantemente l’approvazione di Arnoldo Mosca Mondadori. Da qui nasce il libro dal titolo ‘Eternamente Vivo’ edito da Frassinelli. A fare da fil rouge a immagini, testi e registrazioni inedite la voce autentica e semplice della poetessa: «Prima della scrittura hanno valore le mie mani, i miei occhi, il mio cuore e persino la mia disperazione, e quando scrivo tutto è già compiuto, il mio corpo ha già scritto la sua apologia e persino il mio tradimento…». Una poesia vissuta sulla pelle, ancor prima di finire sulla carta, insomma. E quello che resta, oltre alle sue opere, è la certezza che l’animo poetico di questa straordinaria donna poeta resterà eternamente vivo.
L'ultima intervista ad Alda Merini
"Ho bisogno di silenzio" di Alda Merini, letta da Paolo Rossini
giovedì 4 aprile 2019
Mi desto
![]() |
| Fonte immagine |
Mi desto dal leggero sonno solo
nel cuore della notte.
Tace intorno
la casa come vuota e laggiù brilla
silenzioso coi suoi lumi un porto.
Ma sì freddi e remoti son quei lumi
e sì grande è il silenzio nella casa
che mi levo sui gomiti in ascolto.
la casa come vuota e laggiù brilla
silenzioso coi suoi lumi un porto.
Ma sì freddi e remoti son quei lumi
e sì grande è il silenzio nella casa
che mi levo sui gomiti in ascolto.
Improvviso terrore mi sospende
il fiato e allarga nella notte gli occhi:
separata dal resto della casa
separata dal resto della terra
è la mia vita ed io son solo al mondo.
il fiato e allarga nella notte gli occhi:
separata dal resto della casa
separata dal resto della terra
è la mia vita ed io son solo al mondo.
Poi il ricordo delle vie consuete
e dei nomi e dei volti quotidiani
riemerge dal sonno,
e di me sorridendo mi riadagio.
e dei nomi e dei volti quotidiani
riemerge dal sonno,
e di me sorridendo mi riadagio.
Ma, svanita col sonno la paura,
un gelo in fondo all’anima mi resta.
Ch’io cammino fra gli uomini guardando
attentamente coi miei occhi ognuno,
curioso di lor ma come estraneo.
Ed alcuno non ho nelle cui mani
metter le mani con fiducia piena
e col quale di me dimenticarmi.
un gelo in fondo all’anima mi resta.
Ch’io cammino fra gli uomini guardando
attentamente coi miei occhi ognuno,
curioso di lor ma come estraneo.
Ed alcuno non ho nelle cui mani
metter le mani con fiducia piena
e col quale di me dimenticarmi.
Tal che se l’acque e gli alberi non fossero
e tutto il mondo muto delle cose
che accompagna il mio viver sulla terra,
io penso che morrei di solitudine.
e tutto il mondo muto delle cose
che accompagna il mio viver sulla terra,
io penso che morrei di solitudine.
Or questo camminare fra gli estranei
questo vuoto d’intorno m’impaura
e la certezza che sarà per sempre.
questo vuoto d’intorno m’impaura
e la certezza che sarà per sempre.
Ma restan gli occhi crudelmente asciutti.
domenica 31 marzo 2019
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