Violenza
Spasmo struggente della tua anima.
La voce soffocata
l'urlo muore in gola.
Il buio intorno
solo tu ed il tuo dolore.
A nulla è valso
il tuo no.
Per niente intimorito
ha continuato...
ancora
ancora
ancora
quasi eccitato
dal rifiuto
dal pianto.
Piccolo corpo fresco e solo
che giace
sulla nuda terra
coperto di sola vergogna e paura...
di Raffaella Amoruso
PER NON DIMENTICARE
© di Raffaella Amoruso
Fate il vostro blog! Poesie, pensieri e racconti dei miei amici...oppure trovati sul web.
mercoledì 26 novembre 2014
giovedì 20 novembre 2014
Un insolito postino
Raccontano in Val Borbera che, c’era una volta un tale Pierino dal cuore
d’oro, che pur rischiando la sua vita e il suo posto di lavoro, non
faceva mancare niente, oltre le rare lettere e raccomandate, ai suoi
abitanti.
Per lui non vi fu mai tregua nei dettami tra il dovere, il piacere ed il dono.
E si sposò con una tenera donnina dagli occhi pieni d’amore, Natalina, dal suo stesso sangue, col suo stesso cognome, quasi il suo destino, il suo compito, fosse stato quello di essere unito in Santa Comunione col mondo che lo circondava.
Gli anni passarono in lieta armonia, e volle il Cielo donargli una figlia devota, Simonetta la chiamarono commossi, quasi a ricompensare quel che un giorno sarebbe stato il suo crudele destino. Un destino che accettò dal Divino senza mai lamentarsi.
E dicono sempre in Val Borbera, che col tempo le sue piaghe si fecero più intense ed incurabili e che confessò al Cielo e ad un suo testimone, l’ultimo, a mo’ di preghiera, come nell’antichità il grande Giobbe, di non trovare più un senso a quel non senso che spesso ci riserva la vita. Ed il testimone intuì quella via senza un ritorno. Provò quell’impotenza che pervade l’animo quando ogni azione risulta vana. Volle convincersi che sbagliava. Ma in preda al panico, in solitudine, il suo cuore pianse. Sapeva, aveva già vissuto quel senso al non senso e ascoltato le parole profetiche di Pierino, che se ne andò in una bella giornata di sole gelido, tra tanti testimoni, escluso l’ultimo, del suo audace operato.
E man mano che mi raccontano, la mia pelle diviene d’oca, e mi sento ognuno di loro, pur non essendo estata né aver potuto sentirmi onorata al suo fianco nella sua dipartita. Mai nessuno del tuo cuore altruistico ti ha ricompensato, solo il tuo godeva del buono del bello che hai dato. E io che di te, Pierino, non ne so niente, di quei tuoi doni che non ho mai ricevuto, della tua benedetta vita che non ho mai goduto, ti ringrazio infinitamente. Tu Pierino, mi hai reso onore, sono stata io il tuo ultimo testimone.
Calzetta Solitaria
Cantalupo Ligure 20 Novembre 2014
Per lui non vi fu mai tregua nei dettami tra il dovere, il piacere ed il dono.
E si sposò con una tenera donnina dagli occhi pieni d’amore, Natalina, dal suo stesso sangue, col suo stesso cognome, quasi il suo destino, il suo compito, fosse stato quello di essere unito in Santa Comunione col mondo che lo circondava.
Gli anni passarono in lieta armonia, e volle il Cielo donargli una figlia devota, Simonetta la chiamarono commossi, quasi a ricompensare quel che un giorno sarebbe stato il suo crudele destino. Un destino che accettò dal Divino senza mai lamentarsi.
E dicono sempre in Val Borbera, che col tempo le sue piaghe si fecero più intense ed incurabili e che confessò al Cielo e ad un suo testimone, l’ultimo, a mo’ di preghiera, come nell’antichità il grande Giobbe, di non trovare più un senso a quel non senso che spesso ci riserva la vita. Ed il testimone intuì quella via senza un ritorno. Provò quell’impotenza che pervade l’animo quando ogni azione risulta vana. Volle convincersi che sbagliava. Ma in preda al panico, in solitudine, il suo cuore pianse. Sapeva, aveva già vissuto quel senso al non senso e ascoltato le parole profetiche di Pierino, che se ne andò in una bella giornata di sole gelido, tra tanti testimoni, escluso l’ultimo, del suo audace operato.
E man mano che mi raccontano, la mia pelle diviene d’oca, e mi sento ognuno di loro, pur non essendo estata né aver potuto sentirmi onorata al suo fianco nella sua dipartita. Mai nessuno del tuo cuore altruistico ti ha ricompensato, solo il tuo godeva del buono del bello che hai dato. E io che di te, Pierino, non ne so niente, di quei tuoi doni che non ho mai ricevuto, della tua benedetta vita che non ho mai goduto, ti ringrazio infinitamente. Tu Pierino, mi hai reso onore, sono stata io il tuo ultimo testimone.
Calzetta Solitaria
Cantalupo Ligure 20 Novembre 2014
martedì 11 novembre 2014
domenica 2 novembre 2014
Pensieri … “senza senso”
©Elisa
Il tempo passa i sogni cambiano ma certe “presenze” non le dimentichi. Stanno sempre lì dove tieni le persone speciali, nell’anima.
venerdì 31 ottobre 2014
Halloween
Molto erroneamente, si crede che la festa americana chiamata Halloween, sia la festa di Satana..
Un un po' di correzioni:
1) Non è una festa americana ma celtica (europea dunque)...
2) Essendo celtica non può essere rivolta a Satana poiché Satana è un personaggio introdotto con la chiesa cattolica...
3) Halloween è semplicemente la forma contratta della frase: “All allows’eve” ovvero, “vigilia di Ogni Santi”
4) Il vero nome della festa è Samahin.
È semplicemente il giorno più potente (a livello energetico) dell’anno..in questo giorno,terza e quarta dimensione,si fondono...ovvero il mondo fisico e quello astrale o degli spiriti,interagiscono...
Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli:
dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali..
Questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali..
Spiritualmente parlando,la festa era un momento di contemplazione..
Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante
Questo era il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva..
Durante la notte " il grande scudo" veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi:i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore.
Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo..
Questo giorno non è né buono né cattivo..
è solo POTENTE!
Cosa significa allora zucche intagliate o costumi in maschera..
I celti,intagliavano gli ortaggi in modo che somigliassero a loro e li ponevano sui davanzali delle finestre cosicché lo spirito dei loro antenati,li avrebbero riconosciuti e sarebbero andati a trovarli..
Un un po' di correzioni:
1) Non è una festa americana ma celtica (europea dunque)...
2) Essendo celtica non può essere rivolta a Satana poiché Satana è un personaggio introdotto con la chiesa cattolica...
3) Halloween è semplicemente la forma contratta della frase: “All allows’eve” ovvero, “vigilia di Ogni Santi”
4) Il vero nome della festa è Samahin.
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È semplicemente il giorno più potente (a livello energetico) dell’anno..in questo giorno,terza e quarta dimensione,si fondono...ovvero il mondo fisico e quello astrale o degli spiriti,interagiscono...
Come molte feste celtiche, veniva celebrata a più livelli:
dal punto di vista materiale era il tempo della raccolta e dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali..
Questo aspetto della festa ha perso in epoca moderna gran parte del suo significato, visto che oggi le carestie non costituiscono più un problema come presso le antiche società rurali..
Spiritualmente parlando,la festa era un momento di contemplazione..
Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante
Questo era il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva..
Durante la notte " il grande scudo" veniva abbassato, eliminando le barriere fra i mondi:i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore.
Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo..
Questo giorno non è né buono né cattivo..
è solo POTENTE!
Cosa significa allora zucche intagliate o costumi in maschera..
I celti,intagliavano gli ortaggi in modo che somigliassero a loro e li ponevano sui davanzali delle finestre cosicché lo spirito dei loro antenati,li avrebbero riconosciuti e sarebbero andati a trovarli..
martedì 21 ottobre 2014
La leggenda della stella alpina
Una volta, tanto tempo fa, una montagna malata di solitudine piangeva in silenzio.
Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.
Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici.
Su dal cielo, se ne accorsero le stelle e una notte una di loro ebbe pietà di quel pianto e scese dal cielo, scivolo' tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo …
Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo! Il gelo l’avrebbe certamente uccisa…
Ma, la montagna corse ai ripari. Grata per quella prova d’amicizia data col cuore avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci…E quando l’alba spuntò, era nata la prima Stella Alpina…
di Nadia F.
Tutti la guardavano stupiti: i faggi, gli abeti, le querce, i rododendri e le pervinche.
Nessuna pianta però poteva fare qualcosa, poiché legata alla terra dalle radici.
Su dal cielo, se ne accorsero le stelle e una notte una di loro ebbe pietà di quel pianto e scese dal cielo, scivolo' tra le rocce e i crepacci della montagna, finché si posò stanca sull’orlo di un precipizio. Brrr!!! … Faceva freddo …
Era stata proprio pazza per aver lasciato la serena tranquillità del cielo! Il gelo l’avrebbe certamente uccisa…
Ma, la montagna corse ai ripari. Grata per quella prova d’amicizia data col cuore avvolse la stella con le sue mani di roccia in una morbida peluria bianca. Quindi, la strinse legandola a sé con radici tenaci…E quando l’alba spuntò, era nata la prima Stella Alpina…
di Nadia F.
mercoledì 1 ottobre 2014
Un pensiero al giorno: Hello ottobre
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| “Come dal fango può nascere un fiore, così dal perdono può nascer l’amore!” |
Non esiste il caso, né la coincidenza.
Noi, ogni giorno, camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre.
Noi, ogni giorno, camminiamo verso luoghi e persone che ci aspettano da sempre.
Il “buongiorno” speciale è quello accompagnato da un sorriso e da un
luccichio negli occhi, quello di chi è felice di vederti, perché anche
in un “buongiorno” si può mettere amore.♡
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Il cantautore, morto ieri nella sua residenza di Milo, era nato a Jonia il 23 marzo del 1945. Ha spaziato tra una grande quantità di generi,...
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