sabato 4 giugno 2016

Quando Muhammad Ali incontrò Malcom X per la prima volta e la sua vita cambiò per sempre


Quando oltre cinquant’anni fa, era il 2 giugno del 1962, Cassius Clay ricevette una telefonata da un certo Sam Saxon, consigliere spirituale dei Musulmani Neri, non poteva sapere che quella chiamata avrebbe cambiato per sempre la sua vita.
Né tantomeno poteva immaginare che da quella breve conversazione, in cui Sam Saxon lo invitata insieme a suo fratello Rudy a Detroit per un raduno dei Musulmani Neri, avrebbe avuto origine la sua rivoluzione da Cassius Clay a Muhammad Ali. Una trasformazione che ha fatto sì che quel pugile così giovane e già vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi, al quale nessuno dava molto credito e veniva additato dai più come uno sbruffone, nel giro di pochi anni sia diventato una leggenda della boxe e un leader carismatico nella lotta dei diritti civili.
A quella telefonata Cassius Clay rispose con entusiasmo, accettando subito l’invito. Così pochi giorni dopo partì per Detroit, senza sapere che la sua vita non sarebbe mai più stata la stessa. Perché fu proprio durante il suo viaggio a Detroit che incontrò il suo futuro mentore e amico, Malcom X.

La storia di quel primo incontro è stata racconta nei dettagli nell’ultimo libro dedicato all’amicizia tra Muhammad Ali e Malcom X, scritto a quattro mani da Randy Roberts e Johnny Smith e intitolato “Blood Brothers: The Fatal Friendship Between Muhammad Ali and Malcolm X”. Un incontro che avvenne il 10 giugno 1962 in una tavola calda di Detroit. I due parlarono solo per pochi minuti e più tardi Malcom X confesserà che fino a quel momento non aveva idea di chi fosse Cassius Clay, non seguendo la boxe da quando era uscito dal carcere. D’altra parte il pugile, noto per essere uno sbruffone e per presentarsi solitamente come “il più grande” e il “più bello”, di fronte al leader religioso evitò qualsiasi spacconata.

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