lunedì 11 aprile 2011

per Yara

Un pomeriggio qualsiasi

di un giorno come tanti.

Dopo la scuola i compiti a casa,

un pò di tv...qualche figurina

attaccata nel diario.

Una sistemata veloce ai capelli

legati con l'elastico rosso, lo stesso

della tua sorella e ti sei lasciata

la porta di casa alle spalle.

“Ciao mamma torno per le 18”

E la mamma che saluta dicendo sempre

di fare attenzione. Ma attenzione a cosa? ci si

chiede sempre.

A tutto e a niente piccola appena ragazzina.

A tutto e a niente perchè non si sa più
cosa si trova là fuori.

Il bene e il male
aspetta dietro l'angolo e non lo puoi prevedere.

Col tuo piumino sopra la felpa,

e le scarpe da ginnastica

per camminare comoda

e correre se ce ne fosse bisogno
attraversi le strade vicino casa prima
che faccia sera.

Una visita in palestra...hai salutato

le tue amiche e poi di nuovo fuori

nel freddo di novembre.

Un incontro non voluto,

una figlia mai avuta Yara,

un incubo che ci ha fatto svegliare tutti
la notte col cuore che martellava nel petto.

Yara col suo sorriso pulito verso la vita,

l'apparecchio per essere un giorno

più bella e desiderabile...da grande...

e invece no. A rubarle il presente e il futuro

l'incontro con l'ignoto, con quel male che

la maggior parte di noi ha letto solo nelle favole

e nei racconti del terrore.

Un urlo Yara, sentito per caso

e soffocato da chi aveva più forza di lei.

Un corpo martoriato Yara da uomini

che non hanno cuore o che l'hanno dimenticato,

Un fagotto Yara dimenticato in mezzo

alle sterpaglie e lambito da chi la cercava

disperatamente, vituperato dalle bestie

randagie che forse hanno avuto di lei

più pietà dell'uomo che l'ha uccisa.


Una notizia Yara che si perderà

come tante nella cronaca volgare e sguaiata,

un notiziario ascoltato da tante persone

che non si inteneriscono più

nemmeno di fronte all'innocenza

presa a lame di coltello e vituperata.

Un fiore non ancora

sbocciato, reciso a forza

e poi gettato in quel campo

d'inverno dove per tanto tempo
l'ha nascosto la neve;

un bellissimo fiore

che non ce l'ha fatta

a vedere Primavera.


Un dolore così

forte da non poterlo

nemmeno immaginare,

sordo come il silenzio,
livido come la lontananza.


Ovunque tu sia

Sarai qualcosa che assomiglia alla Primavera
 
 


2 commenti:

Neve ha detto...

Grazie...una preghiera per la piccola...un angelo...

Roberto ha detto...

Grazie a te!