Pioggia di luna
nell'atmosfera sospesa
di una notte che odora di viole.
Nell'aria immota
il canto di un miserere.
L'amica del gabbiano
Fate il vostro blog! Poesie, pensieri e racconti dei miei amici...oppure trovati sul web.
sabato 23 aprile 2011
venerdì 15 aprile 2011
Come il fiore...
Come il fiore
che spunta troppo presto
in primavera
viene morso e muore...
sento l'aria
venire al mondo prematura
per darsi al fiato della musica,
all'onda ferma dell'attesa..
o alla vita breve....
Genny Favarin
che spunta troppo presto
in primavera
viene morso e muore...
sento l'aria
venire al mondo prematura
per darsi al fiato della musica,
all'onda ferma dell'attesa..
o alla vita breve....
Genny Favarin
mercoledì 13 aprile 2011
Anime mute
Grondante d'anime mute
di lacrime arse
tristezza, compagna di sempre
mi accogli al tuo grembo
mi culli in un morbido abbraccio.
Mi crogiolo in dita feline
assaporando il calore bugiardo.
lunedì 11 aprile 2011
per Yara
Un pomeriggio qualsiasi
di un giorno come tanti.
Dopo la scuola i compiti a casa,
un pò di tv...qualche figurina
attaccata nel diario.
Una sistemata veloce ai capelli
legati con l'elastico rosso, lo stesso
della tua sorella e ti sei lasciata
la porta di casa alle spalle.
“Ciao mamma torno per le 18”
E la mamma che saluta dicendo sempre
di fare attenzione. Ma attenzione a cosa? ci si
chiede sempre.
A tutto e a niente piccola appena ragazzina.
A tutto e a niente perchè non si sa più
cosa si trova là fuori.
Il bene e il male
aspetta dietro l'angolo e non lo puoi prevedere.
Col tuo piumino sopra la felpa,
e le scarpe da ginnastica
per camminare comoda
e correre se ce ne fosse bisogno
attraversi le strade vicino casa prima
che faccia sera.
Una visita in palestra...hai salutato
le tue amiche e poi di nuovo fuori
nel freddo di novembre.
Un incontro non voluto,
una figlia mai avuta Yara,
un incubo che ci ha fatto svegliare tutti
la notte col cuore che martellava nel petto.
Yara col suo sorriso pulito verso la vita,
l'apparecchio per essere un giorno
più bella e desiderabile...da grande...
e invece no. A rubarle il presente e il futuro
l'incontro con l'ignoto, con quel male che
la maggior parte di noi ha letto solo nelle favole
e nei racconti del terrore.
Un urlo Yara, sentito per caso
e soffocato da chi aveva più forza di lei.
Un corpo martoriato Yara da uomini
che non hanno cuore o che l'hanno dimenticato,
Un fagotto Yara dimenticato in mezzo
alle sterpaglie e lambito da chi la cercava
disperatamente, vituperato dalle bestie
randagie che forse hanno avuto di lei
più pietà dell'uomo che l'ha uccisa.
Una notizia Yara che si perderà
come tante nella cronaca volgare e sguaiata,
un notiziario ascoltato da tante persone
che non si inteneriscono più
nemmeno di fronte all'innocenza
presa a lame di coltello e vituperata.
Un fiore non ancora
sbocciato, reciso a forza
e poi gettato in quel campo
d'inverno dove per tanto tempo
l'ha nascosto la neve;
un bellissimo fiore
che non ce l'ha fatta
a vedere Primavera.
Un dolore così
forte da non poterlo
nemmeno immaginare,
sordo come il silenzio,
livido come la lontananza.
Ovunque tu sia
Sarai qualcosa che assomiglia alla Primavera
venerdì 8 aprile 2011
Ci tennero disgiunti...
Ci tennero disgiunti -
Separati come il Mare
E la Sua incolta Penisola -
Rivelammo "Questi vedono" -
Ci strapparono gli Occhi -
Ci sbarrarono la strada con Fucili -
"Io Ti vedo" Ciascuno subito replicò
Con Segnali Telegrafici -
Con Prigioni Sotterranee - provarono -
Ma attraverso i più spessi artifici -
E la più impenetrabile Muraglia -
Le nostre Anime vedevano - come prima -
Ci chiamarono a morire -
Con dolce alacrità
Ci alzammo sui piedi inchiodati -
Condannati - solo - a vedere -
Salvacondotto per rinnegare -
Salvacondotto per dimenticare -
Noi voltammo le spalle al Sole
A un tale spergiuro -
Nessuno dei Due - badò alla Morte -
Del Paradiso - consapevoli -
L'uno dell'altro il Volto - fu il solo Disco
Che l'uno dell'altro tramontando - vide -
They put Us far apart -
As separate as Sea
And Her unsown Peninsula -
We signified "These see" -
They took away our Eyes -
They thwarted Us with Guns -
"I see Thee" Each responded straight
Through Telegraphic Signs -
With Dungeons - They devised -
But through their thickest skill -
And their opaquest Adamant -
Our Souls saw - just as well -
They summoned Us to die -
With sweet alacrity
We stood upon our stapled feet -
Condemned - but just - to see -
Permission to recant -
Permission to forget -
We turned our backs upon the Sun
For perjury of that -
Not Either - noticed Death -
Of Paradise - aware -
Each other's Face - was all the Disc
Each other's setting - saw -
Emily Dickinson
Una bellissima, solenne ode all'amore. Costruita con un crescendo (la separazione, gli occhi strappati, i fucili, la prigione, la condanna a morte e in ultimo la promessa della vita in cambio della rinuncia) senza strepito, con la solennità e l'andamento maestoso di un corale, con tesi via via più cruente e antitesi che reiterano il verbo "see" oltre ogni ostacolo. Solo nella penultima strofa non c'è questo verbo, ma è quella dove i due rinunciano insieme alla vita, voltando le spalle al sole pur di non rinnegare il loro giuramento. Molto intensi gli ultimi due versi, con il tramontare di due vite che sostituiscono al sole l'uno il volto dell'altro, come ultima immagine ancora una volta scandita dal "saw" finale.
(Traduzione e nota Giuseppe Ierolli)
Separati come il Mare
E la Sua incolta Penisola -
Rivelammo "Questi vedono" -
Ci strapparono gli Occhi -
Ci sbarrarono la strada con Fucili -
"Io Ti vedo" Ciascuno subito replicò
Con Segnali Telegrafici -
Con Prigioni Sotterranee - provarono -
Ma attraverso i più spessi artifici -
E la più impenetrabile Muraglia -
Le nostre Anime vedevano - come prima -
Ci chiamarono a morire -
Con dolce alacrità
Ci alzammo sui piedi inchiodati -
Condannati - solo - a vedere -
Salvacondotto per rinnegare -
Salvacondotto per dimenticare -
Noi voltammo le spalle al Sole
A un tale spergiuro -
Nessuno dei Due - badò alla Morte -
Del Paradiso - consapevoli -
L'uno dell'altro il Volto - fu il solo Disco
Che l'uno dell'altro tramontando - vide -
They put Us far apart -
As separate as Sea
And Her unsown Peninsula -
We signified "These see" -
They took away our Eyes -
They thwarted Us with Guns -
"I see Thee" Each responded straight
Through Telegraphic Signs -
With Dungeons - They devised -
But through their thickest skill -
And their opaquest Adamant -
Our Souls saw - just as well -
They summoned Us to die -
With sweet alacrity
We stood upon our stapled feet -
Condemned - but just - to see -
Permission to recant -
Permission to forget -
We turned our backs upon the Sun
For perjury of that -
Not Either - noticed Death -
Of Paradise - aware -
Each other's Face - was all the Disc
Each other's setting - saw -
Emily Dickinson
Una bellissima, solenne ode all'amore. Costruita con un crescendo (la separazione, gli occhi strappati, i fucili, la prigione, la condanna a morte e in ultimo la promessa della vita in cambio della rinuncia) senza strepito, con la solennità e l'andamento maestoso di un corale, con tesi via via più cruente e antitesi che reiterano il verbo "see" oltre ogni ostacolo. Solo nella penultima strofa non c'è questo verbo, ma è quella dove i due rinunciano insieme alla vita, voltando le spalle al sole pur di non rinnegare il loro giuramento. Molto intensi gli ultimi due versi, con il tramontare di due vite che sostituiscono al sole l'uno il volto dell'altro, come ultima immagine ancora una volta scandita dal "saw" finale.
(Traduzione e nota Giuseppe Ierolli)
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