mercoledì 29 giugno 2016

WonderLaura DNF..e altre favole della buonanotte


A quanto pare il giorno in cui hanno distribuito la capacità di arrendersi io ero assente. Il che, detto così, potrebbe anche sembrare una bella cosa. E lo è, finché non arrendersi significa avere la giusta dose di testardaggine, la capacità di difendere ciò di cui si è convinti, la voglia di provarci ancora una volta. Dopo aver preso in considerazione i rischi e i vantaggi e aver deciso che questi ultimi sono un motivo sufficiente ad affrontare i primi.
Quando vado verso un obiettivo, invece, a me spesso il passaggio razionale manca totalmente. Semplicemente, l’opzione mollare il colpo non viene nemmeno contemplata. Si tratta di una questione di principio. Resistere, resistere, resistere.
Fino a ieri.
Credevo.
Mattinata calda dopo una settimana torrida, l’estate tanto attesa sembra essere arrivata comprimendo in queste prime giornate tutti i raggi di sole che aveva negato da inizio giugno. Mi metto in macchina alle sei, segna già 24 gradi. L’ideale per la gara più tosta della stagione.

La partenza è alle otto, partiamo carichi con il gruppo OltrepoTrail quasi al completo, ma li perdo ben presto di vista. I primi km sono una sofferenza, non riesco a capire se veramente le salite sono così dure o se sono io che mi sono lasciata prendere dal malumore e sto quindi vedendo tutto peggio di quanto sia realmente. Per fortuna poi inizia qualche passaggio che si inoltra nei sentieri, l’ombra e un tracciato più ondulato mi cambiano almeno la testa, mi sento più positiva, ma il succo non cambia.

sabato 4 giugno 2016

Quando Muhammad Ali incontrò Malcom X per la prima volta e la sua vita cambiò per sempre


Quando oltre cinquant’anni fa, era il 2 giugno del 1962, Cassius Clay ricevette una telefonata da un certo Sam Saxon, consigliere spirituale dei Musulmani Neri, non poteva sapere che quella chiamata avrebbe cambiato per sempre la sua vita.
Né tantomeno poteva immaginare che da quella breve conversazione, in cui Sam Saxon lo invitata insieme a suo fratello Rudy a Detroit per un raduno dei Musulmani Neri, avrebbe avuto origine la sua rivoluzione da Cassius Clay a Muhammad Ali. Una trasformazione che ha fatto sì che quel pugile così giovane e già vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi, al quale nessuno dava molto credito e veniva additato dai più come uno sbruffone, nel giro di pochi anni sia diventato una leggenda della boxe e un leader carismatico nella lotta dei diritti civili.
A quella telefonata Cassius Clay rispose con entusiasmo, accettando subito l’invito. Così pochi giorni dopo partì per Detroit, senza sapere che la sua vita non sarebbe mai più stata la stessa. Perché fu proprio durante il suo viaggio a Detroit che incontrò il suo futuro mentore e amico, Malcom X.

La storia di quel primo incontro è stata racconta nei dettagli nell’ultimo libro dedicato all’amicizia tra Muhammad Ali e Malcom X, scritto a quattro mani da Randy Roberts e Johnny Smith e intitolato “Blood Brothers: The Fatal Friendship Between Muhammad Ali and Malcolm X”. Un incontro che avvenne il 10 giugno 1962 in una tavola calda di Detroit. I due parlarono solo per pochi minuti e più tardi Malcom X confesserà che fino a quel momento non aveva idea di chi fosse Cassius Clay, non seguendo la boxe da quando era uscito dal carcere. D’altra parte il pugile, noto per essere uno sbruffone e per presentarsi solitamente come “il più grande” e il “più bello”, di fronte al leader religioso evitò qualsiasi spacconata.

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