venerdì 30 dicembre 2011

Il rischio del vischio


 
✈ IL RISCHIO DEL VISCHIO ✈

Sara' il mio ultimo
exploit poetico del 2010-2011?
P
roprio non vi saprei dire
ma quel che piu' mi fa intristire
e' che un altro anno ancora
sento sulle mie povere spalle
e non vi racconto balle
quando vi dico
che ogni anno che passa
e' sempre piu' pesante
e' come avere un elefante
sul groppone
che ogni 365 giorni
aumenta di volume
aumenta di peso
per quanto io sprema il mio acume
non trovo soluzione
a questo costante disfacimento
che tormento!!

Allora cari amici
non ci inquietiamo
verso l'Anno Nuovo
con cipiglio gioioso
ci avviamo
con speranze nuove e vecchie
svuotiamo
le nostre angosciate capocchie
e facciam festa
a piu' non posso
riduciamo all'osso
ogni possibilita' di infelicita'
saltiam allegramente
sul cadaverino bacato
dell'anno passato
nulla ci puo' fermare
nulla ci puo' turbare
solo attenti ad un piccolo particolare...

Siate freddi e senza cuore
non cercate il perduto amore
perche' puo' capitare
che tra capo e collo
vi capiti all'improvviso
di cedere ad un dolce sorriso
e cader innamorati
ancor prima che
i botti sian scoppiati...

E' questo che io chiamo
senza alcun cincischio
IL RISCHIO DEL VISCHIO!!


Cari Amici, occhio ai troppi baci e BUON ANNO a TUTTI!!

EnricaMerlo©2010-2011

giovedì 29 dicembre 2011

La sfortuna





Per sollevare un così grande peso, Sisifo, ci vorrebbe tutto il tuo coraggio! Benché si lavori di lena, l'Arte è lunga, il Tempo breve.
Lontano dai sepolcri illustri il mio cuore, come un tamburo abbrunato, batte funebri marce verso un cimitero remoto. - Non pochi gioielli vi dormono, sepolti nelle tenebre e nell'oblìo, lontano da zappe e da sonde.
E non pochi fiori vi effondono contro voglia il loro profumo, dolce come un segreto, in profonda solitudine. 
 

Charles Baudelaire

sabato 24 dicembre 2011

Le stelle spente





















Lungo il viale ci sono tante stelle spente
Offrono amore a chi non lo vuole
Danno calore alle fredde mani

Nei focolai dei vizi
Il gelo del cuore non passa attraverso il corpo martoriato
Il gelo del cuore non attraversa gli occhi


In questi corpi c'è tutto il dolore del mondo
Sono spugne di odio e fragilità
Chi salverà le stelle spente?

C'è freddo fuori, c'è gelo dentro
Le sagome nella notte nera si stagliano
E gli olezzi fetidi accompagnano gli incontri.

Come faremo a bruciare gli abiti mentali dei benpensanti?
Chissà quale dazio state pagando in questa vita
Ma un giorno io vi vedrò remigare al di sopra del labirinto


Stefania Verderosa


Fonte della foto

mercoledì 21 dicembre 2011

C'è un albero dentro di me

 
C'è un albero dentro di me
trapiantato dal sole
le sue foglie oscillano come pesci di fuoco
le sue foglie cantano come usignoli

è un pezzo che i viaggiatori sono scesi
dai razzi sul pianeta ch'è in me
parlano una lingua che ho udito in sogno
non ordini non vanterie non preghiere

in me c'è una strada bianca
le formiche passano coi semi di grano
i camion passano col chiasso delle feste
ma il carro funebre - è proibito - non può passare

in me il tempo rimane
come una rossa rosa odorosa
che oggi sia venerdì domani sabato
che il più di me sia passato che resti il meno
non importa.

Nazim Hikmet, Mosca 1956
 

lunedì 19 dicembre 2011

Una poesia anche per te

Forse non sai quel che darei
Perché tu sia felice
Piangi lacrime di aria
Lacrime invisibili
Che solamente gli angeli
san portar via

Ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà
dentro te e al di là
dell’orizzonte
una piccola
poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
e ricominciare insieme come se
non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa fare male in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

Ci sarà
dentro e te e al di là
dell’orizzonte
una piccola poesia

Ci sarà
forse esiste già al di là
dell’orizzonte
una poesia anche per te
anche per te
per te


Elisa, il video


Fonte

giovedì 15 dicembre 2011

In questa stagione...

In questa stagione calda penso a te
la tua nudità il tuo collo il tuo polso
il tuo piede sdraiato sul divano
come una rondine bianca
quello che mi dicevi

In questa stagione calda penso a te
non so che cosa penso di più
quello che vedevo con i tuoi occhi
il tuo collo il tuo polso il tuo piede nudo
oppure quello che mi dicevi
donandoti a me

In questo calore giallo penso a te
in questo calore giallo di una stanza d'albergo
pensando a te
mi spoglio della mia solitudine
della mia solitudine che somiglia alla morte.


Nazim Hikmet, Berlino 1960

mercoledì 14 dicembre 2011

IL GRIDO DEL MARE

Ieri ho visto il mare,

scuro, minaccioso, illuminato da uno spicchio di luna.

Ieri ho visto il mare

e fra i rumori della notte

ho udito il suo rumore richiamarmi,

rapire i miei pensieri come una sirena.

Io appoggiata alla ringhiera, ho gridato senza dire una parola,

e quest’urlo è rimasto soffocato senza eco, nel mio più profondo essere,

i miei occhi,

persi in quell’immensità angosciosa e affascinante,

sono rimasti fissi,

ed ero mare all’improvviso,

scura minacciosa, senza luce,

non avevo lacrime sul viso,

ma il sale del pianto mi bruciava il cuore,

ed il mio corpo si aggrappava alla ringhiera

quasi a sostenersi contro la tempesta,

bastava voltarsi per fuggire,

ma restavo ad ascoltare l’infrangersi del mare dentro me,

ed ogni onda era uno squarcio in più,

era un tormento,

ma restavo, rapita quasi persa,

cieca di terrore ma incapace,

viva ma come senza vita…

Qualcuno mi ha preso per la mano e mi ha portato via mentre morivo

ed io ho avuto appena il tempo di salutare il mare

e stringermi nel cuore il suo lamento.

 

Cristina Pinochi



CON QUESTO INDIRIZZO POTRETE ORDINARE IL LIBRO SENZA NESSUN PROBLEMA
Aletti stessa PROVVEDERA'!

http://www.alettieditore.it/




Controvento

Gli occhi bruciano
Niente vedono,
Solo quello che c'è

Sogni, lacrime
Specchi, pozze limpide
Sai,
Trema in bilico
Tutto quello che c'è

Cambierà
Questa notte è per te
Tra le dita
solo tu passerai
Cambierà, verrà
un fulmine
e accenderà
Aria e vento
E si vedrà,
Schiarir
intorno a te

Tempo sbriciola
Giorni, sorsi piccoli
Vai, solo un passo e avrai
tutto quello che c'è

Cambierà
Ogni stanza è per te
dalle dita
negli angoli scenderai
Cambierà
Schiena dritta
contro il vento
E si vedrà,
Spioverà
intorno a te.



Malika Ayane, il video

(Thanks to Maz for these lyrics)

lunedì 12 dicembre 2011

VOLI LIBERI





















In alto sugli stagni sulle valli,
Sopra i boschi, oltre i monti.
Sulle nubi e sui mari, oltre il sole e oltre l'etereo
Al di là dei confini delle sfere stellate
Tu mio spirito ti muovi agilmente.
Dividi le profonde immensità tra anima e corpo.
Come un buon nuotatore, che gode in mezzo alle onde, gaiamente, libero.
Con virile e indicibile piacere
Tu mio spirito
Fuggi lontano da questi miasmi ammorbanti
E nell'aria superiore voli sino a purificarti.
Bevendo come un liquido divino e puro.
Il fuoco della libertà che colma chiaro.
Le regioni limpide dell'infinito.
Fortunato colui che può con volo d'ali
Slanciarsi verso orizzonti sereni e luminosi.
Lontani dal tremore terreno
Abbandonando i vasti affanni e i dolori.
Pesi gravanti sopra la nebbiosa vita
Fortunato colui, che plana e s'alza
E sicuro
Intende
Le segrete vie
Dell'anima
E delle cose
Vere.



Il Giardino dei miei pensieri

Cristina Pinochi

sabato 10 dicembre 2011

Venite con me


Chiudete gli occhi e venite con me in una vecchia fattoria con l’orzo lasciato nell’aia ad asciugare: davanti alla porta penzola una vecchia tenda di bambù, sbiadita dal sole di tante estati passate. Uno haiku descriverebbe il tutto così:

L’orzo si asciuga
Davanti alla porta
tenda di bambù

E ora guardate lassù, sì proprio sulla cima del monte. Dietro l’alto muro, sprofondato nel verde
e nel silenzio c’è un vecchio monastero, se non siete stanchi arrampicatevi con me :

Tetro convento
Bianche solo le cuffie
delle monache

E dopo questa arrampicata riposiamoci e sediamoci insieme sui bordi di uno stagno dove insetti
e ranocchi saltano su e giù:

Tuffi di rane
Tra le ninfee l’acqua
è piena di ploff

E intanto si fa sera e nell’acqua del pozzo si specchiano luna e stelle.
Marisa Kiki

mercoledì 7 dicembre 2011

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.


lunedì 5 dicembre 2011

Accarezzami l'anima




Accarezzami l’anima
Perché dal plastico sorriso
Fiorisca l’Aurora

by Lilly

Un Bacio di Dama
dall'isola lontana
Caldo tepore


sabato 3 dicembre 2011

Tu eri la verità


Tu eri la verità, il mio confine,
la mia debole rete,
ma mi sono schiantata
contro l'albero del bene e del male,
ho mangiato anch'io la mela
della tua onnipresenza
e ne sono riuscita
vuota di ogni sapienza,
perché tu eri la mia dottrina,
e il calice della tua vita
sfiorava tutte le rose.
Ora ti sei confusa
con gli oscuri argomenti della lira
ma invano soffochi la tua voce
nelle radici - spirali degli alberi,
invano getti gemiti
da sotto la terra,
perché io verrò a cercarti
scaverò il tuo fermento,
madre, cercherò negli spiriti
quello più chiaro e più fermo,
colui che aveva i tuoi occhi
e la tua limpida voce
e il tuo dolce coraggio
fatto soltanto di stelle.

giovedì 1 dicembre 2011

Nessuna voglia di parlare

Nadia Anjuman, giovane donna afgana di 25 anni, madre di una bimba di pochi mesi, venne uccisa a percosse dal marito il 4 novembre 2005, in Afghanistan ad Herat (chiamata – per ironia della sorte - Città dei Poeti). La sua "colpa" fu di aver letto in pubblico alcune poesie dal libro "Fiore rosso scuro" da lei scritto qualche anno prima.  Quando accadde il fatto, era già molto conosciuta come poetessa, ma assurdo e increscioso fu il fatto che la giustizia afgana assolse e giustificò il marito che, tra l’altro, era impiegato in ambito universitario.
Era l’epoca in cui, in quel paese, governava il regime talebano.
Ci ha lasciato 2 libri di poesie scritte in lingua “farsi” usata in una regione afgana.
----Marina----

NESSUNA VOGLIA DI PARLARE
di Nadia Anjuman

Che cosa dovrei cantare?
Io, che sono odiata dalla vita.
Non c’è nessuna differenza tra cantare e non cantare.
Perché dovrei parlare di dolcezza?
Quando sento l’amarezza.
L’oppressore si diletta.
Ha battuto la mia bocca.
Non ho un compagno nella vita.
Per chi posso essere dolce?
Non c’è nessuna differenza tra parlare, ridere,
Morire, esistere.
Soltanto io e la mia forzata solitudine
Insieme al dispiacere e alla tristezza.
Sono nata per il nulla.
La mia bocca dovrebbe essere sigillata.
Oh, il mio cuore, lo sapete, è la sorgente.
E il tempo per celebrare.
Cosa dovrei fare con un’ala bloccata?
Che non mi permette di volare.
Sono stata silenziosa troppo a lungo.
Ma non ho dimenticato la melodia,
Perché ogni istante bisbiglio le canzoni del mio cuore
Ricordando a me stessa il giorno in cui romperò la gabbia
Per volare via da questa solitudine
E cantare come una persona malinconica.
Io non sono un debole pioppo
Scosso dal vento
Io sono una donna afgana
E la (mia) sensibilità mi porta a lamentarmi.

POESIE PENSIERI E TUTTO UN PO'

Elegia per Nadia Anjuman