martedì 22 giugno 2010

Una vita...

Una vita di tanta importanza!
Eppure - per essa - pagherei -
L'intera rendita della mia anima -
In incessante - salario -
Una Perla - per me - così pregiata -
Che mi tufferei all'istante -
Benché - sappia - che prenderla -
Mi costerebbe - giusto una vita!

Il Mare è colmo - lo so!
Ciò - non offusca la mia Gemma!
Essa risplende - distinta da tutta la schiera -
Intatta - nel Diadema!

La vita è torbida - lo so!
Eppure - non così densa la massa -
Che i Monarchi - non siano percepibili -
In fondo alla Strada più polverosa!


Emily Dickinson

giovedì 17 giugno 2010

Apnea N°2

Estensione,
placida infusione
in sensi
d'oltreoceano colato,
giochi di luce
trafiggono onde
navigatrici
d'eterno...
- introspezione -
è riconoscermi acqua
nel tacito richiamo
d'assenze passate;
stilla nella nebbia
traccio l'ultima eco,
allontanando
i cerchi nel mare,
confusi
nell'oro del sole
che cauto
spegne l'orizzonte
sul freddo ponente.

Marco Nuzzo

Fonte

mercoledì 16 giugno 2010

Non c’è più la mezza stagione

Vi farò un discorso che vi lascerà senza fiato. Ma siccome non voglio pesi sulla coscienza, respirate ogni tanto, mentre leggete. Soffocare è bruttissimo, soprattutto per il colore che prende il viso. Oggi vanno tutti di fretta, si perde il gusto di vivere le cose con un ritmo più umano. Anche i legami tra le persone sono cambiati: una volta c’era più solidarietà, adesso invece tutti pensano al proprio orticello. Vi ricordate il negozietto sotto casa, quello dove il commerciante ti conosce, scambia due parole con te, ti fa un trattamento di favore, dà un buffetto al tuo piccolo e dal bancone gli porge un pezzetto di grana? (Io ero uno di quei piccolini, e dovevo dire “grazie” prima che mia madre o mia nonna mi invitasse a farlo. Lo dico, lo dico “grazie”; aspettavo solo che me lo desse per davvero, quel dannato pezzo di grana. Sì, ero un bambino diffidente). Bene, quel negozietto è scom-par-so. Soppiantato dalla GRANDE DISTRIBUZIONE. Quindi, i supermercati hanno ucciso il piccolo commercio.

...

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sabato 12 giugno 2010

Ero povero...

ero povero..
non avevo tetto
non avevo affetto
non avevo pane
ho dormito sui tuoi marciapiedi come un animale
ho sofferto la violenza della tua polizia
ho conosciuto l’ingiustizia della tua giustizia
sono sopravvissuto all’insufficienza della tua carità
ho chiesto aiuto..mi hai dato disprezzo
ho chiesto rispetto…mi hai dato omissione
se un giorno.. qualcuno più potente di te saprà guidarmi per sentieri storti…e al posto di un libro, metterà una pistola nella mia mano… invece di un pallone, mi darà un barattolo da fiutare..invece dell’amore, m’insegnerà a odiare…
allora…
se ci incontreremo in qualche posto…
probabilmente ti assalirò…
probabilmente ti aggredirò…
probabilmente ti ucciderò…
ma non reclamare..
quando io ancora non sapevo odiare… tu non mi hai dato motivi per amare..

Fonte

venerdì 11 giugno 2010

Anima

È facile andare avanti quando l'anima gioca -
Ma quando l'anima è in pena -
Il sentirla riporre i suoi giocattoli -
Rende arduo il cammino - allora -
È naturale, il dolore nelle Ossa, o sulla Pelle -
Ma Succhielli - tra i nervi -
Straziano più raffinati - più terribili -
Come una Pantera nel Guanto -

Emily Dickinson

martedì 8 giugno 2010

Quadro

Fammi un quadro del sole -
Così potrò appenderlo nella mia stanza.
E far finta di scaldarmi
Quando gli altri lo chiamano "Giorno"!
Disegnami un Pettirosso - su un ramo -
Così ascoltandolo, sognerò,
E quando i Frutteti cesseranno il canto
Metterò la mia finzione - via

Dimmi se è davvero - caldo a mezzogiorno -
Se Ranuncoli - che "svolazzano" -
O Farfalle - che "fioriscono"?
Poi - salta - il gelo - sul prato -
E salta il Rossiccio - sull'albero -
Facciamo finta che - non arrivino mai!


Emily Dickinson

martedì 1 giugno 2010

Sposa ancora inviolata del silenzio

Sposa ancora inviolata del silenzio,
figlia del lento tempo e della quiete,
narratrice silvana che più dolce
della rima sai favole narrare;

qual leggenda di foglie incorniciata
abita la tua forma, di immortali
o mortali, o di entrambi, in Tempe o nelle
valli di Arcadia? Quali uomini o iddii

son questi? Quali vergini restie?
Che folle caccia e lotta per fuggire?
Che flauti e tamburelli, che fiera estasi?


John Keats